ACITREZZA – Il 24 giugno di ogni anno, Acitrezza, si festeggia il Patrono San Giovanni Battista. Tutto ebbe inizio intorno al 1750 anno in cui venne inaugurata la statua lignea del Battista. A caratterizzare la festa c’è la pantomima del pesce a mare, u pisci a mari, rito propiziatorio, parodia della pesca del pesce spada che si svolgeva nello stretto di Messina. Dei pescatori sopra una barca all’interno del porto di Acitrezza tentano di catturare un uomo, che personifica un pesce e seppur ferito e sanguinante tenta sempre di scappare dalla barca. Tra le bancarelle stracolme di oggetti, carrettini traboccanti di arachidi e ceci tostati e assordanti fuochi d’artificio, u Raisi, colui che dirige la pesca, si avvia a balzelloni sulla spiaggia, ostentando, in modo caricaturale, calzoni corti, un cappellaccio, stracci rossi, una fascia purpurea a tracolla. Alcuni pescatori, vistosamente ornati in rosso, con marcata gestualità iniziano la calata della barca. Il loro compito è quello di arpionare u pisci, provetto nuotatore che furtivamente s’immerge nello specchio di acqua teatro della pantomima, nascondendosi tra le numerose imbarcazioni. In uno scenario scandito dalle urla della gente, ha così inizio la pesca. U Raisi, dall’alto di uno scoglio, avvista la preda, lancia segnali, urla frasi arcaiche ed incita i marinai a catturarla. Il pesce, dopo vari tentativi, viene preso e levato a bordo, ma riesce a scappare. I pescatori imprecano, si accapigliano e u Raisi, disperato, si getta in acqua. L’inseguimento del pesce si ripete e questa volta la preda viene ferita e catturata, macchiando di rosso il mare. Due pescatori tengono saldamente il pesce-uomo per le braccia e le gambe e minacciano di squartarlo con una grande mannaia. Urlano la bontà delle carni. A pochi metri dall’approdo il pesce fugge definitivamente, scomparendo tra i flutti. Poi, tra l’entusiasmo generale, i pescatori capovolgono la barca e ritornano a terra in un gioco di spruzzi che coinvolge tutti gli spettatori. Questa festa è considerata una delle manifestazioni popolari più importanti della Sicilia. Evviva San Giovanni è il grido all’unisono che si sente dalla terra del Verga.
Giovanni Zizzi